Grecia Antica. Le pleiadi, le sette figlie di Pleione, sono perseguitate dal cacciatore Orione. Zeus le trasforma in stelle per allontanarle da lui e le colloca nella parte di cielo che prende il loro nome. Merope, la più giovane delle sette sorelle, si innamora di Sisifo e rinuncia al suo posto tra gli astri.
Australia, nei remoti Tempi del Sogno, quando il Primo Popolo giunse sul continente. Le sette fanciulle del ghiaccio, collettivamente chiamate Maimai, sono degli spiriti dalla pelle lucente come diamanti. Un giorno un vagabondo di nome Wurrunah cercò di catturarle, ma queste si arrampicarono su un albero talmente alto che si ritrovarono in cielo e presero così posto tra le stelle. Durante la fuga una di loro si attardò, ragion per cui la sua luce oggi è più flebile.
America del Nord. Mato Tipila, oggi conosciuto come “Torre del Diavolo”, è una montagna solitaria che si staglia su una grande pianura. Secondo i nativi americani essa è il centro dell’universo. Una leggenda della tribù Lakota narra della sua origine: sette bambine furono aggredite dagli orsi mentre raccoglievano fiori ai piedi del monte, così si rifugiarono sulla cima, ma gli orsi tentavano di arrampicarsi senza sosta. Intervenne il Grande Spirito, sollevandole fino in cielo dove divennero stelle.
India. Le Krittika, le sette figlie di Brahma, creatore dell’universo, andarono in spose ai Sette Saggi. La loro bellezza era ammirata ovunque, per questo motivo una dea assunse le sembianze delle sei sorelle più giovani, nel tentativo di sedurre il dio del fuoco Agni. Quando fu scoperto l’inganno, i Saggi (in modo per nulla saggio) accusarono le sorelle di adulterio e a nulla servirono le loro dichiarazioni di innocenza. Una volta che le ebbero divorziate, i saggi le inviarono lontano nel cielo dove ancora oggi splendono riunite. Solo la settima, la più anziana, rimase al fianco del marito.
Queste sono solo alcune dei numerosi miti riguardanti le stelle delle pleiadi, ma com’è possibile che civiltà così distanti nel tempo e nello spazio abbiano sviluppato racconti così simili? A questo mistero se ne aggiunge un altro: perché proprio sette stelle, quando guardando il cielo ad occhio nudo ne possiamo vedere solamente sei?
Se volete, potete prendervi del tempo per fare qualche ipotesi
C’è un’ipotesi straordinaria riguardante questo problema: è possibile che il mito delle sette sorelle risalga ad un passato perduto nel tempo, quando l’essere umano si apprestava a lasciare per la prima volta il continente africano. Si tratterebbe quindi di un retaggio proveniente da un’epoca ancestrale, tramandato attraverso migliaia di generazioni in forma orale all’inizio e successivamente in forma scritta. La grande similitudine e l’omogenea diffusione del mito in ogni angolo del mondo sarebbe una prova abbastanza attendibile, ma un’ulteriore evidenza giunge dagli studi astronomici. Secondo le simulazioni centomila anni fa, proprio agli albori della migrazione umana, tutte e sette le stelle erano chiaramente distinguibili. Con il passare dei millenni due di esse si sono lentamente sovrapposte, generando la conformazione a sei che vediamo oggi; questo mutamento spiegherebbe perché in tante versioni del mito è presente una “sorella perduta”.
Se questa ipotesi fosse vera, saremmo al cospetto della narrazione più antica ed unificante che il genere umano abbia mai conosciuto, una storia che è stata raccontata attorno ad un milione di falò durante infinite notti, un mito che ha saputo fare ciò che nessuna religione ha mai potuto: riunire l’umanità intera.
Immagine di copertina: Roberts, I. (1886). Photograph of Nebulae in the Pleiades. [Image]. Institute of Astronomy Library. http://www.dspace.cam.ac.uk/handle/1810/225982


Lascia un commento